Correre per me…

A view of the Chicago skyline from Lake Michigan.

Correre non è per me semplicemente un modo per star bene e per mantenermi in forma. Correre è qualcosa di molto di più, che a volte faccio fatica a spiegare, un po’ come quando si vuole spiegare razionalmente un sentimento. Correre mi ha dato maggiore consapevolezza di quello che sono. La corsa mi ha fatto vedere da una prospettiva diversa il mondo, e me stesso nel mondo.

Da quando ho iniziato a correre “seriamente”, ho già percorso 50.000 km, più di un giro completo del nostro Pianeta. Ho corso in molti posti del mondo, spesso solo, proprio come piace a me. Ogni corsa è stata una cartolina inviata a me stesso, un ricordo indelebile di un momento che per sempre resterà solo ed esclusivamente mio.

Ho corso al tramonto attraversando il porto di Antigua, dove non era più possibile distinguere dove finisse il mare ed iniziasse il cielo; Ho corso al mattino molto presto lungo le carreteras infuocate di Città del Mexico, solo un attimo prima che un milione di Maggiolini-taxi verdi le invadessero come cavallette impazzite; Ho corso in Central Park, attorno al Reservoir, e mi sono sentito per un attimo come Dustin Hoffman, quando interpretò magistralmente lo studente universitario e maratoneta, Thomas "Babe", nel film capolavoro di John Schlesinger, “Marathon man”; Ho corso sulle strade di Cape Town, nel frastuono delle tanto temute vuvuzela, in un paese che, molto probabilmente, arcobaleno ancora non lo è; Ho corso lungo le sponde del Lago Michigan, con a vista lo splendido skyline di Chicago, dove il John Hancock, con i suoi 100 piani e la sua forma a traliccio, sembra indicarti la via da seguire; Ho corso sulla terra rossa di Mombasa al grido di “Muzungu”, circondato da un nuvolo di ragazzini con la pelle color ebano, che già a 10 anni e a piedi scalzi, andavano più forte di me…

Ho corso in giro per la nostra bell'Italia, da Nord a Sud, e in giro per buona parte del “vecchio continente”, che poi tanto vecchio non è...

Ho corso nella mia città, Milano, con tutte le sue certezze, insicurezze e contraddizioni; beh, insomma…un po’ come sono io.

Ho corso circa 25 maratone (non tengo né il conto né le medaglie), la migliore chiusa in 2h39’38”, a Vercelli nel 2010, tra risaie (tante) e silenzio assoluto, solo contro me stesso (come piace a me).

La mia corsa più bella? Sicuramente quella che farò domani.

Andrea Gornati

       

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